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India: non crediamo alle risposte che la società ci ha dato

Tangenti Finmeccanica
Orsi interrogato per 9 ore

La gara per l'aggiudicazione dei 12 elicotteri Agusta-Westland destinati all'India ''si è svolta regolarmente''. Questo ha sostenuto l'ex presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, nel suo lungo interrogatorio davanti al procuratore di Busto Arsizio, Eugenio Fusco. Durante l'interrogatorio “non è stata nemmeno affrontata” la vicenda delle presunte tangenti destinate alla Lega Nord. Intanto il cda dell’azienda aeronautica ha provveduto ad allargare l'Organismo di Vigilanza da 3 a 5 componenti

Giuseppe Orsi
BUSTO ARSIZIO (VARESE) -

Otto ore davanti al pm per spiegare che nella vicenda dei 12 elicotteri ceduti all'India non vi è ombra di tangenti; che le accuse che lo hanno portato in carcere ormai 16 giorni fa - aveva spiegato la difesa - sono probabilmente causate dal rancore per la nomina al vertice di Finmeccanica, nonché da un corto circuito di 'sentito dire' originato davanti ai pm di Napoli e ribadito a quelli di Busto Arsizio.

E in tutto questo, a detta del professor Ennio Amodio, legale dell'ex ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, non si è affrontato il tema delle ventilate tangenti alla Lega Nord che il professore milanese reputa “di fatto archiviato” perché privo di riscontri.

Orsi, arrestato su ordine della magistratura di Busto, dopo essere stato interrogato dal gip, è rimasto fedele alla linea anche davanti al procuratore facente funzione di Busto, Eugenio Fusco, e Amodio (all'interrogatorio ha partecipato anche la sua collega Novella Galantini) ha parlato di “colloquio sereno e lungo perché sono stati fatti numerosi approfondimenti”.

Il legale presenterà domani istanza di scarcerazione “in quanto sono venute  meno tutte le ragioni perche l'ingegner Orsi sia trattenuto”. Un punto su tutti, ha voluto chiarire il manager: “I lavori affidati a società riconducibili ad Haschke (Guido, lo svizzero americano ritenuto dall'accusa mediatore delle presunte tangenti, ndr) non avevano nulla a che vedere con la gara indiana ma erano finalizzate a un servizio di engineering”. Si trattava, in sostanza, di trasportare su supporti digitali le caratteristiche dei velivoli da vendere al Governo indiano. Le accuse nei confronti di Orsi? La tesi difensiva è nota: fu l'ad di Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini, a supportare l'esistenza di una somma destinata ai partiti nell'affaire indiano di cui per primo aveva parlato Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica all'epoca di Pierfrancesco Guarguaglini. E Zampini era evidentemente risentito, secondo il manager arrestato, perché era papabile al ruolo di Orsi che, invece, gli fu preferito al fotofinish, a suo dire perché appoggiato dalla Lega. Il perno, però, su cui ruota l'intera vicenda è il presunto mediatore con Haschke, anch'egli colpito da ordine di custodia cautelare, non ancora eseguito perché cittadino svizzero. E per la difesa va valorizzata un'intercettazione ambientale tra Haschke e il suo socio, Carlo Gerosa che dimostrerebbe come ai danni di Orsi vi fosse malanimo. è del 25 marzo 2012. Haschke diceva: “Perché deve scricchiolare la seggiola di Orsi...”, “A favore di Zampini” risponde Gerosa. Presunte tangenti, quindi, sostiene la difesa, le quali non sono che un 'de relato', originate dalle parole Borgogni, il primo a riferire di voci che circolavano in azienda, un 'de relato' velenoso, fatto proprio poi da Zampini e Hascke.



Ultima Modifica: 28 febbraio 2013, 21:59